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La barca di Antonio è
pronta a scendere in acqua. Un glorioso Samourai MK1 della fine anni
60, qui in attesa degli ultimi ritocchi, che il tempo e l’incuria
avevano riempito di osmosi, degradato il tambucio in legno procurando
infiltrazioni che avevano rovinato il legno stesso. Il lavoro sulla
carena è stato fatto asportando tutto il gelcoat rovinato, grande
stuccatura con resina epossidica, cinque strati di resina epossidica
pura più uno addensato, una prima mano di primer epo, altra stuccatura
seguita dalla seconda mano di primer; sesta passata di resina e
finalmente due mani di antivegatativa. Per la deriva l’unica differenza
è che le due mani di primer sono state date per prima sul metallo,
messo a nudo dal flessibile.
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Non male per una barca che,
a detta degli esperti di turno doveva andare in acqua dopo due mani di
primer e due di antivegetativa.
E’ stato solo per caso che
quando Antonio è andato a sceglierla eravamo a fare quattro bordi, così
siamo andati in cantiere a vedere il nuovo acquisto e, abbiamo potuto
fargli notare i segni dell’osmosi sullo scafo. Poco male a tutto c’è
rimedio ma costa, basta saperlo, per poter scegliere con attenzione
facendo i dovuti calcoli.
Buone navigazioni
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