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La
storia di Edel 6
Per quel che ci
riguarda tutto comincia all'inizio dell'estate
2008;
Primo ed io andammo a Solcio con il
proprietario a prenderla in cantiere, dove gli fu
fatto un piccolo lifting per toglierle i segni che
si procurò contro il pontile a cui era ormeggiata
per la rottura della trappa. Bella, rimessa a
punto fremeva sulle acque del lago Maggiore mentre
la portavamo ad Arona nel nostro campo boe.
Da quel giorno è stata
abbandonata alla boa, mentre le altre vele
andavano e venivano quasi ogni fine settimana.
Sbatacchiata senza nessuna attenzione piano p iano
iniziava a logorarsi nelle varie componenti
tessili, mentre le cozze la eleggevano come
dimora.
Primo ed io ogni tanto
controllavamo l'ormeggio, fissavamo le cime che
consumate si rompevano, insomma la tenevamo in
sicurezza; ma il quattro luglio: sorpresa; la barca non c'è più.
Ovvero dove era la
barca ora spunta la punta dell'albero: "cavolo";
giro di telefonate, Primo chiama il proprietario,
consulto per
recuperare subito il motore e il
sabato successivo successivo recuperiamo la barca.
Il problema era capire cosa è
successo, come ha fatto ad affondare; la prima
ipotesi è che le cozze infestanti hanno tappato
gli scoli del pozzetto, tutta la pioggia di maggio
e giugno l'ha appesantita e il grosso temporale
del tre sera ha completato l'opera.
Dopo averla svuotata con una
pompa ad immersione e alleggerita dei cuscini
fradici cerchiamo il difetto... sorpresa, le cozze
questa volta non sono responsabili, la colpa è
umana.
Qualcuno
ha montato il passascafo del lavandino senza
metterci una saracinesca, poi con imbecillità ha
infilato il tubo di gomma dello scarico dentro il
passascafo senza fissarlo in nessun modo. Il
rollio e il beccheggio continuo di questi anni
hanno sfilato il tubo e onda dopo onda la barca si
è appesantita fino a mettere il passascafo
sott'acqua.
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