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Barca di Antonio

 

Crociera di fine ottobre

 

Finalmente è arrivato venerdì 29 ottobre; arriviamo a Genova la sera e, mentre eseguo il check in con il responsabile dell’ agenzia l’equipaggio si intrattiene al bar della banchina dalla famosa Svenca. Il nostro obiettivo è di fare navigazione notturna al largo, atterrare domattina in zona Chiavari e tornare a Genova dopo un paio di soste sulla costa in uno dei porti interessanti del Levante Ligure.

Finito il controllo e caricati i bagagli Pino si cala nei panni del cuoco come sempre egregiamente, qualcuno affronta il pane e il salame mentre un altro è alle prese col vino:” manca il cavatappi” grida, 5 minuti di paura e poi risolta la situazione si brinda alla navigazione e allo scampato pericolo. A mezzanotte circa finita la cena e risistemato il quadrato partiamo, rotta al timoniere 170° per cinque/sei  ore, poi virata e si punta per Chiavari. La notte è splendida, la luna è a metà, le stelle brillanti e alcune nuvole in movimento rapido che non ostacolano la visibilità degli astri; i timonieri si alternano e bisogna ricordargli lo scadere del proprio turno e di passare il timone alla guardia successiva. Reggo fino alle tre del mattino poi avvisati gli uomini del pozzetto di chiamarmi per qualsiasi cosa dovesse succedere mi butto in quadrato  vestito e pronto a saltar fuori. Non succede nulla, poi mi diranno che Marco mi ha avvisato del rinforzo del vento, non ricordo nulla, mi sveglio verso le sette faccio il punto e il plotter ci dice che siamo 30 miglia a sud ovest di Genova, fuori rotta di un buon 10 miglia a ovest. Poco male non abbiamo un obiettivo preciso ma con il cambio dei timonieri la boa virtuale che avevo piazzato sud est di Genova era saltata; O.K. viriamo e invece di procedere per 30° teniamo la nuova rotta di 45°.

Mentre torniamo sulla costa dicidiamo di andare a pranzo a Camogli, poi tornare a Genova e usare la barca giornalmente poiché il tempo peggiora e le previsioni sono pessime. A Camogli ci buttano fuori dal porto perché, dicono, abbiamo la barca troppo grande e li accettano barche fino a 9 metri; ci guardiamo intorno, il tempo è brutto, il porto è vuoto e i battelli turistici ben ormeggiati alla base del porticciolo: “certo che in Italia per agevolare il turismo sono fantastici”.

Arrivati nel porto di Genova, meno delusi del ristoratore di Camogli che ha perso 9 clienti affamati in un giorno morto, tamponiamo la fame in qualche modo aspettando l’ora di cena; cena splendida in un ristorantino di fronte all’acquario. Da quel momento in poi pioggia, pioggia e ancora pioggia, poco male, abbiamo cerate e stivali e tanta voglia di visitare il centro di Genova per bene.

 

   

 

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