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LA STABILITA’ DELLA BARCA
Se per
il galleggiamento di una barca il discorso è
abbastanza semplice; si prende il principio di
Archimede e lo si mette in
pratica (dislocamento), per la stabilità le cose
si complicano.
La
stabilità poppa prua (beccheggio) è data dalla
lunghezza dello scafo e perciò è sempre
considerevole, mentre per
ottenere
la stabilità trasversale (rollio) bisogna agire
con due possibili soluzioni:
·
Stabilità
di forma

Nella
stabilità di forma ad un’inclinazione dello scafo
corrisponde un allontanamento del punto di spinta
esercitato
dall’acqua
sullo scafo e il baricentro della carena, maggiore
è la distanza tra questi punti e maggiore sarà la
forza
raddrizzante,
il massimo di stabilità si ha con i catamarani e
trimarani.
·
Stabilità
di peso

La
stabilità di peso si ottiene spostando in basso,
rispetto alla superfice dell’acqua il baricentro
della carena. A barca
orizzontale
il punto di spinta e il baricentro di carena sono
sullo stesso asse e la stabilità è nulla;
all’aumentare dello
sbandamento
i due punti si allontanano costruendo una forza
raddrizzante che sarà massima con lo scafo a 90°.
Quanto
detto porta a dividere le imbarcazioni in due
grandi categorie:
gli
scafi a stabilità di forma da sempre conosciuti in
oriente e nel pacifico, leggeri, maneggevoli e con
alte prestazioni;
gli
scafi a stabilità di peso culturalmente noti in
europa dalla nascita della navigazione, meno
maneggevoli, con prestazioni
limitate
ma con la possibilità di stivare molta più merce.
 
Da
sempre per aumentare la stabilità trasversale di
una barca sotto vela si usava spostare i pesi a
bordo, che potevano
essere
merci, per un veliero commerciale o armamento per
un veliero armato di cannoni.
Oggi
sulle grandi barche a vela o sugli scafi da regata
si usano i water ballast; serbatoi laterali che
possono essere riempiti
d’acqua
alternativamente con l’ausilio di potenti pompe in
modo che il serbatoio sopravvento con il peso
dell’acqua
imbarcata
contribuisce a contrastare la forza del vento
sulle vele.
Un altro
sistema in uso sulle moderne imbarcazioni è
l’adozione della canting keel; ovvero la
possibilità di ruotare
sopravvento
la pinna di deriva aumentando così il momento
raddrizzante dello scafo.
Se i
water ballast hanno la massima efficacia a barca
diritta perdendola con l’aumentare dello
sbandamento, sono di facile
costruzione
e non presentano molte difficoltà, la canting keel
agisce egregiamente anche ad angoli di sbandamento
notevoli;
ha però
notevoli complicazioni tecniche e quando e perde
superfice di deriva quando è inclinata. Per questo
motivo si
aggiungono
delle derive a baionetta che complicano
ulteriormente la costruzione.

Water
ballast
Canting keel
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